Introduzione

Dopo molti anni ho deciso di mettervi a parte di alcune novelle prevalentemente ambientate in Maremma. Finalmente mi sono deciso a farlo senza alcuna pretesa letteraria: sento solo il dovere di rivolgere un omaggio ad una terra che amo, nella quale trascorro ormai gran parte del mio tempo e che è profondamente legata alla mia passione per il mare e par la navigazione.

La maremma è stata terra di malaria e di banditi, ma anche di pirati che venivano dal mare e di vecchi lupi di mare. E io devo proprio ad uno di questi lupi di mare l’ opportunità di aver potuto leggere le novelle che adesso vi faccio conoscere. Il modo di come ne sono venuto in possesso può gia essere considerato come la prima di queste storie, per il misterioso legame che qualsiasi terra che sia bagnata dal mare ha con i luoghi più remoti del nostro pianeta.Pensate che, quando feci lo strano ritrovamento, mi trovavo su un promontorio che si lanciava dalla costa orientale dell’Africa verso l’oceano indiano terminando proprio sulla punta estrema con un cippo bianco che ricordava il luogo da dove era partito, per una delle sue grandi navigazioni,  Vasco de Gama.

Il misterioso ritrovamento

Era il giardino civilizzato e selvaggio della villa, tempio, pagoda e capanna di un artista, pittore, scultore, allestitore. Ma anche trafficante, commerciante in alloggi e terreni, maestro di sublimi arredamenti orientali, scenografo di se stesso, della sua vita e dell’ambiente circostante. Quella sera ero stato invitato a cena, assieme ad altra amici. Il nostro anfitrione aveva messo in scena una atmosfera rarefatta e misteriosa. L’ampia costruzione dalle mura interne di un rosa antico che ricordava Continue reading

Capitan Rufus

Dopo quindici giorni arrivo finalmente al porto di Talamone con il prezioso carico sotto braccio. Mi avvicino con trepidazione alla barca del vecchio lupo di mare. Era un uomo scontroso, capace di scatti improvvisi. Tuttavia ero sicuro di fargli una bella sorpresa. Dopotutto gli riportavo uno scrigno carico di novelle che lui aveva dovuto raccogliere e sistemare con fatica. Ma chissà, forse non avrebbe gradito che il suo segreto fosse stato scoperto, e che occhi indiscreti avessero frugato nella sua intima fatica e nascosta passione.
La sua barca era ormeggiata all’inglese lungo il molo. Mi avvicino verso prua dove il capitano armeggiava con alcune cime. Lui mi conosceva perché una volta che ero rimasto senza gasolio e senza vento aveva trainato la mia barca a vela in Porto fino al mio pontile. Ciò non gli impedì di accogliermi con un grugnito scontroso. Gli dissi subito che avevo una cosa molto importante per lui. Mi fece capire con un cenno brusco del capo che Continue reading

Una pozione d’amore immortale

 Il porto quella mattina era limaccioso, lungo la banchina le acque color fango ramato ricordavano la mareggiata notturna. Ovunque alghe venute dal largo e memoria di canneti scesi con la piena giù dall’Amiata: dal cesso di bordo pompavo fili d’erba, minuscoli frammenti di bosco, bacche della macchia mediterranea, pulviscoli di canne. L’acqua della darsena, pesante di fanghiglia, si alzava e abbassava come il dorso di una balena appena insabbiata. La solitudine già invernale del porto, il pallore dei colori contrastava con l’umido e inteso riverbero che l’ultimo giorno di scirocco regalava come un ripensamento, un ritorno inaspettato dell’estate. Allora decisi di prepararmi per la partenza: sciolsi le cime di proravia e di poppavia, i traversini, e i due springs incrociati che durante la notte avevo incocciato al molo per reggere meglio l’urto della tempesta. L’anemometro era bloccato, quasi si fosse rotto con la buriana notturna: non si muoveva e il display segnava zero. All’improvviso un soffio: veniva da Nord-Ovest; poi di nuovo zero. Continue reading

Il pescatore e i G8 a Genova

Capitan Rufus ci racconta che , ritornato nel porto di Talamone,si trovava nel mezzo della sua siesta pomeridiana quando un saluto squillante e gioviale lo fece sobbalzare. Era Giovanni il pescatore. Capitan Rufus, ce lo descrive alto, asciutto, biondo e con gli occhi verdi. Era la passione di tutte le turiste straniere .Nei mesi estivi, le portava a fare un giro sul suo piccolo peschereccio. Le faceva visitare le grotte dei dintorni, insegnava loro a pescare e a riconoscere i diversi tipi di pesce della costa dell’Uccellina fino alla foce dell’Ombrone. Il nostro giovane pescatore era un ambientalista convinto.

Continue reading

Ruziae Soldane, ovvero la bella Marsilia

Sulla sommità dei colli dell’Ucellina campeggia una torre diroccata circondata dal mistero e dall’affabulazione dei cantastorie. Ancora oggi nella maremma si raccontano svariate storie sulla bellissima prigioniera di quella torre, e i contadini nelle lunghe e buie serate invernali si sono tramandate diverse leggende al riguardo. I bambini di molte generazioni sono stati terrorizzati dai racconti d’ombre che durante la notte scivolano lungo le pareti della vecchia rocca ed escono all’aperto in fila indiana e… quando abbassano il cappuccio dentro non c’è la testa. Si vocifera che si tratterebbe dei difensori di quella rocca decapitati dal più famoso dei pirati barbareschi. Continue reading